Che cos’è il marrobbio?

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Il 18 maggio a San Leone d’Agrigento, marina dell’omonimo capoluogo di provincia, si è assistito ad un fenomeno poco conosciuto ai pescatori sportivi e ricreativi: il marrobbio.

Il marrobbio è tipico delle coste siciliane trapanesi e dell’isola di Lampedusa. Infatti sembra sia stato registrato per la prima volta sul territorio agrigentino.

Si tratta di una repentina, imprevedibile e sensibile variazione del livello del mare. E’ un fenomeno tipicamente primaverile e autunnale, sì poco conosciuto ma comunque tenuto sotto osservazione dagli studiosi. Non a caso nel corso della storia si sono registrate variazioni di ben 150 centimetri. Ma non è da confondere con gli tsunami.

Gli tsunami sono causati da un terremoto, una grossa frana o un evento ben preciso scollegato dalle condizioni meteo marine. Mentre il marrobbio è un’onda anomala provocata da una repentina variazione di pressione atmosferica in mare aperto generata da venti provenienti dal quadrante meridionale, spesso portatori appunto di bassa pressione. Questa tipologia di venti se spirano con forte intensità e presentano una velocità molto simile al moto ondoso (pertanto aria e acqua avranno una frequenza simile), si crea un fenomeno oscillatorio chiamato risonanza. In pratica le onde si muovono senza un preciso controllo, tendono ad accumulare energia e quindi ad aumentare la loro ampiezza. Un’onda simile arriverà con più facilità sulla costa. Lì dove ci saranno baie strette, forti variazioni di fondale vicino al litorale o, in generale, zone dove l’acqua si può “incanalare”, si avrà un alzamento del livello del mare con esito anche fortemente distruttivo.

L’esito finale di questo fenomeno lo potete vedere nel video sottostante in località San Leone d’Agrigento.

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