Come realizzare un amo trainante?

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Fabio e un bel dentice

Spesso, tanti pescatori sportivi e ricreativi si chiedono: come realizzare un amo trainante mobile? Naturalmente senza rinunciare a una buona capacità di allamata. Allo stesso tempo come si può realizzare una lenza pulita e il meno invadente possibile?

Di soluzioni ve ne sono davvero moltissime, ma da anni, quando pesco a traina con il vivo, ne utilizzo quasi esclusivamente una che reputo veramente ottimale. Prima di mostrarvi di cosa si tratta voglio invitare tutti voi lettori a non trascurare questi particolari di cui parleremo. L’amo è il primo accessorio che viene in contatto col pesce e quindi montarlo nella maniera corretta per permettergli di svolgere la sua funzione è fondamentale. Inoltre, come tanti sapranno, moltissime specie tendono ad attaccare l’esca dalla testa, proprio dove metteremo l’amo trainante! Avere quindi una montatura pronta ad affrontare qualunque avversario è, a mio modesto modo di vedere, la base per poter effettuare sempre una corretta azione di pesca. In mare le sorprese sono sempre dietro l’angolo!

Entriamo ora nel vivo dell’articolo. Senza divagare troppo vi illustro subito come realizzo io la parte di montatura riguardante l’amo trainante. La parola d’ordine è pulizia! Esatto, creare una lenza pulita, leggera, ma allo stesso tempo indistruttibile e altamente ferrante è il massimo che si possa desiderare. Per fare ciò da diversi anni utilizzo le legature in dyneema. Tanto per cominciare consiglio di scegliere per il trainante ami con l’occhiello NON in asse col il gambo, ma con un angolo di circa 45 gradi rispetto ad esso. Questo sarà importante per non lesionare la lenza. Inseriamo il terminale all’interno dell’occhiello e noteremo che esso si adagerà molto bene sulla parte esterna del gambo dell’amo. A questo punto teniamo terminale e amo saldamente in questa posizione, prendiamo uno spezzone di dyneema di sezione adeguata all’amo che stiamo legando (ad esempio per ami 4/0 e 5/0 un 20 libbre andrà benissimo) e prepariamoci per la legatura. Anche se l’operazione di legatura si può effettuare a mano, consiglio l’utilizzo di un buon bobinatore dotato di frizione. Questo ci aiuterà a costruire la lenza in maniera perfetta e veloce. Se lo abbiamo a disposizione l’operazione verrà ancora meglio con un dyneema “bianco traslucido” in quanto, se legato con la dovuta tensione, darà un risultato sorprendente, rimanendo praticamente trasparente. A questo punto carichiamo il multifibra che abbiamo deciso di usare sul bobinatore ed effettuiamo con esso un paio di mezzi colli intorno ad amo e lenza. A questo punto regoliamo abbastanza dura la frizione del bobinatore e iniziamo a dare i giri. Assicuriamoci per quanto possibile che le spire non si accavallino e facciamo prima una mandata fino alla curva dell’amo e poi un’altra a risalire. A questo punto concludiamo la legatura con altri due mezzi colli e tagliamo il multifibra. Se si vuole si può ribadire l’eccesso di filo tagliato con la fiamma di un accendino. A questo punto l’amo risulterà scorrevole, ma solo sotto notevole trazione! Tuttavia, se davvero vogliamo un lavoro coi fiocchi vi consiglio di ricoprire con un sottilissimo strato di colla ciano-acrilata la legatura effettuata. Stiamo attenti a non esagerare, perché altrimenti il collante potrebbe agire anche sulla lenza del terminale e non consentire più lo spostamento dell’amo trainante.

Il risultato dell’amo trainante

Il risultato finale sarà una montatura al limite della perfezione! Sarà leggera, pulita, trasparente, ferrante e indistruttibile. Il difetto di questa soluzione è che non si può realizzare velocemente in barca, ma credo che preparare una pescata significhi anche perdere ore a casa a capire come rendere i nostri sistemi pescanti sempre più accurati e micidiali! In mare nulla ci viene regalato e se presteremo attenzione e dedizione a tutti i dettagli saremo sicuramente ripagati!

Fabio e un bel dentice

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