Sant’Antioco: alaggio e varo difficoltosi

Condivido con voi una mail di protesta ricevuta dall’Ingegner Balletto in cui lamenta una situazione volta a non premiare la pesca sportiva/ricreativa e la nautica a Sant’Antioco. Non essendo del posto non conosco bene le motivazioni volte dal Sindaco per l’Ordinanza emanata. Ormai è mio impegno approfondire questa situazione. Chi ha qualcosa da aggiungere ci scriva a lapescainmare12@gmail.com.

Buongiorno,


scrivo questa nota per rappresentare l’ennesimo “sopruso” che talune amministrazioni locali esercitano sui cittadini e sui piccoli diportisti della domenica. Per sommi capi sintetizzo la vicenda ed il contesto: in Sardegna sta diventato quasi impossibile l’alaggio e varo di piccole imbarcazioni per godere di un gita in giornata in santa pace. Sono sempre più esorbitanti i costi applicati dai concessionari delle aree portuali che, tra l’altro, non forniscono alcun servizio. Non solo. Ormai in tanti porti il concessionario si rifiuta di concedere l’accesso, anche a pagamento, per poter permettere l’alaggio e varo a chi non abbia un abbonamento ed un posto barca stanziali (vedasi Marina di Capitana).In questo contesto assistiamo all’emanazione da parte del sindaco del comune di Sant’Antioco di una ordinanza che vieta in tutto il territorio comunale l’alaggio e varo con carrelli porta barca e persino la sosta delle autovetture con carrello al seguito. Sarebbe permesso il solo alaggio e varo tramite gru che, tra l’altro, il fine settimana non è disponibile mentre, durante la settimana, comporterebbe costi esorbitanti, con stringenti vincoli di utilizzo sugli orari.
Evidenzio che nel lungomare cittadino (tutto banchinato) sono presenti due scivoli di alaggio e varo in calcestruzzo, ubicati nel perimetro dell’area portuale, perfettamente agibili così come è avvenuto per decenni fino ad oggi. Intorno a detti scivoli vi sono spazi enormi ed aree inutilizzate nelle quali parcheggiare i veicoli senza causare problema di alcun tipo.Mi pare dunque che assistiamo per l’ennesima volta ad un tentativo maldestro delle amministrazioni locali di tenere “lontani” i piccoli diportisti dai propri territori, in totale dispregio degli elementari diritti dei cittadini o, ancora peggio, assistiamo all’ennesimo tentativo di estorsione a favore degli operatori locali.
Dunque mi rivolgo a Voi affinchè l’argomento non sia più sottaciuto ma, anzi, venga giustamente risaltato affinchè queste assurde posizioni penalizzanti la piccola nautica vengano osteggiate e combattute in tutte le sedi.Certo di un favorevole accoglimento della mia istanza di “visibilità” sull’argomento, allego l’ordinanza comunale citata e porgo i distinti saluti.

Emilio Balletto

NB: foto in evidenza da pubblica libreria

Andrea De Nigris

Ingegnere energetico amante del mare con la forte passione per la pesca e la sostenibilità. Incomincia a pescare all'età di 5 anni sulle coste nel nord Salento. Prima canna fissa, poi pesca subacquea e dopo la maggior età pratica la pesca a fondo, lo spinning e la pesca dalla scogliera. Il 12 marzo 2015 fonda la pagina Facebook "La pesca in mare". Nel 2016 fa partire la serie di eventi "A pesca di immondizia Italia".