Tevere, una nuova moria di pesci

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Una nuova moria di pesci (5 luglio), in particolare di barbi tiberini e cefali, si è verificata a Roma, nel fiume Tevere, davanti a Castel Sant’Angelo e nel comune di Fiumicino a Isola Sacra.

Già il 30 maggio (ne abbiamo parlato qui) era stato necessario l’intervento dell’Arpa e dell’Asl Roma 1, ma la situazione è andata solo peggiorando. Le tracce di pesticidi che sono state trovate nel fiume sembrano troppo esigue per essere indicate come causa della strage, sebbene già in precedenza insetticidi come la Cipermetrina e la Clotianidina si erano rivelati causa della morte di numerosi pesci.

Il reparto a tutela del Tevere rende noto di aver proceduto con un sopralluogo insieme all’Arpa e all’Asl, tra Ponte Vittorio e Ponte Umberto I, in seguito ad un primo intervento di agenti di polizia locale del I Gruppo Trevi e del Reparto Tevere.

Anche nel 2017 si era verificato un evento simile. Anche in quell’occasione associazioni ambientaliste come l’Oipa avevano incriminato l’inquinamento eccessivo come fattore scatenante della strage di pesci; anche Il Moimento Ecologista Ecoitaliasolidale ha fatto sentire la sua voce attraverso una denuncia alla Procura, per evitare che si ripetano nuovamente episodi così disastrosi.

 

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