Traina di superficie: è l’ora della lampuga e del Kona

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Sono un giovane pescatore, biologo e amante del mare a 360 gradi. Mi piace particolarmente osservare il comportamento degli animali, focalizzandomi su momenti particolari quali frenesia alimentare e migrazioni.
Sono un grande appassionato della traina d’altura in oceano, e, nel mio piccolo, cerco di proporla, seppur ridimensionata e adattata al nostro Mediterraneo, ai clienti del mio charter in Puglia (Mahi Sportfishing Puglia).

L’esca da traina che più adoro, che più mi ha regalato gioie ed emozioni, è senza alcun dubbio una sola: il kona.

Il kona

Esistono tantissime taglie, colorazioni e forme differenti di kona, da utilizzare a seconda delle condizioni meteo marine, dello spot che si batte e, ovviamente, di quella che noi riteniamo aver più “fattore c”.

La fine dell’Estate e l’Autunno sono alcuni tra i periodi migliori per l’utilizzo di queste esche artificiali. Oltre a qualche tunnide e qualche rostrato (di solito aguglie imperiali e pesci spada), una delle prede più ambite è sicuramente la lampuga. Un pesce dai colori spettacolari, dai combattimenti adrenalinici. Un pesce che giunge in Mediterraneo dall’oceano con lo scopo di riprodursi nei mesi estivi, per poi lasciare le nostre acque e tornare nel Big Blue.

Ogni anno, di questo periodo, la lampuga è il mio pesce target.

I stupendi colori di una lampuga appena allamata

Parliamo in breve di come insidiarle, le regole sono poche e ben chiare:
Un buon multifibra in bobina, 15-20 metri di nylon, girella e moschettone, 1,5 metri di finale in fluorcarbon ed, infine, lui: il kona.
-La velocità di traina, proprio come la scelta dei kona, varia molto a seconda della specie da insidiare. Per la lampuga di solito utilizzo kona di taglia media, con un paio di kona grandi, trainati ad una velocità tra i 5 e i 6,5 nodi circa.
Piccola dritta: nelle acque della Costiera Amalfitana, dove spesso pesco io, si possono trovare oggetti galleggianti, in legno, come rami e tronchi. Lì sotto troverete una miriade di pesci e, sicuramente in questo periodo, anche le lampughe.

Un mito sfatato: come vi ho detto precedentemente, molti pesci, fra cui le lampughe, amano posizionarsi al di sotto di oggetti galleggianti. Alcuni pescatori credono che questo sia dovuto al fatto che i pesci cerchino l’ombra, ma la motivazione è ben diversa. Questi oggetti, spesso materiale organico, sono colmi di phytoplankton, che a sua volta viene mangiato dallo zooplankton, su cui banchettano numerosi pesci di
taglia piccola, che attirano i predatori più grandi, che spesso saranno in vera e propria frenesia alimentare.

Quante canne utilizzare in acqua? Quante ne volete. Più ne avete, maggiori saranno le possibilità di cattura.
Fate bene attenzione: Se siete ancora neofiti ed avete una barca con una poppa non particolarmente larga, vi consiglio di non andare oltre le 4-5 canne in acqua.
Per quanto riguarda il posizionamento delle nostre esche in acqua, io di solito faccio così:

In questo articolo abbiamo parlato brevemente di cosa succede nel periodo autunnale in Mediterraneo, accennando alla migrazione delle lampughe e al perché alcuni pesci si trovano sotto oggetti galleggianti in mare. Infine, abbiamo parlato anche dei kona, della velocità di traina e dell’attrezzatura utilizzata per insidiare questi pesci coloratissimi. Detto questo, vi ringrazio per la lettura e spero di esservi stato d’aiuto. Ora, andate a pesca!

Di seguito alcuni frame di un video di una lampuga mentre attacca l’esca.