Il pesca serra è al centro del dibattito della pesca sportiva: come la pensa il pensatore?
Alcuni mesi fa ho pubblicato un articolo dove si parlava del pesce serra. I video al suo interno, a cura di Matteo in arte alieutica “Lovefish”, mostravano tante curiosità su questa specie, ad esempio come attaccano le esche. Se non lo hai consultato, ti consiglio di cliccare qui, dove puoi ancora trovare il questionario e partecipare.
Comunque, nella conclusione di quell’articolo, avevo inserito un questionario per capire un po’ il pensiero del pescatore sportivo, in particolare di chi segue la community “La pesca in mare“. Ed ecco i risultati. Le risposte, in totale 134, provengono da tutta Italia ma con una maggioranza dal Sud Italia.
La prima domanda mostra come il trend del pesce serra sia abbastanza attuale in quanto la maggioranza, il 78,3%, né ha sentito parlare a partire dal 2001. In realtà c’è una piccola fetta del campione assolutamente non trascurabile che ha sentito parlare di questa specie prima di quest’anno.

Questi dati poi vengono confermati dalla domanda successiva. Infatti la proporzione delle percentuali in queste due domande è pressoché simile.

Nonostante ciò la cattura di un serra è avvenuta negli ultimi anni. Infatti la fetta “Dal 2010 ad oggi” predomina fortemente come si vede nella foto di seguito.

Inoltre erano state poste altre due domande: “Da quando hai visto il pesce serra nei tuoi spot hai notato una minor presenza delle altre specie?”. A questa domanda il 57,5% ha riposto “No”. In conclusione alla domanda “Se hai risposto Sì prima, credi che il pesce serra sia il principale artefice della diminuzione delle altre specie sotto costa?” il 70,3% ha risposto “No” e il 29,7% “Sì”.
Nell’elenco delle principali cause di impoverimento degli stock ittici del Mediterraneo, riassumo le motivazioni più scritte in ordine crescente:
- Pesca industriale (tra le più gettonate)
- Reti sottocosta
- Inquinamento
- Cambiamenti climatici
- Taglie minime non rispettate / mancanza di controlli
- Pesce serra (inserito tra le cause da pochissimi pescatori)
Per completare questo articolo ho voluto chiedere un parere al Dott. Valerio Sbragaglia dell’Istituto di Scienze del Mare di Barcellona (clicca qui). Valerio è prima di tutto un pescatore ricreativo, ma soprattutto un ricercatore specializzato in pesca ricreativa e con particolare interesse all’ecologia e biologia marina dei pesci.
“Mi fa molto piacere vedere delle iniziative di questo tipo che nascono direttamente dai pescatori ricreativi – mi racconta al telefono Sbragaglia – Questo testimonia un cambio di mentalità di molti pescatori ricreativi che dimostrano di essere sempre più attenti ai cambiamenti e stato di salute dell’ambiente marino. In questi ultimi anni abbiamo dimostrato come questa conoscenza possa veramente contribuire a capire meglio cosa sta succedendo nei nostri mari, ma soprattutto come i pescatori ricreativi percepiscono questi cambiamenti. Nei prossimi mesi pubblicheremo uno studio proprio sulla pesca ricreativa del pesce serra in Italia del quale non posso rivelare ancora i risultati. Quello che posso dire è che i risultati ottenuti tramite questo questionario sono molto simili a quelli ottenuti nel nostro studio. Quindi faccio i complimenti ad Andrea per questa splendida iniziativa e spero che riusciremo a sviluppare future collaborazioni”.














