Quante volte è capitato di andare a pescare e di colpo farsi mille domande sui pesci che abbiamo pescato? Esatto, molto spesso! Altrettanto spesso le risposte non sono intuitive e richiedono studi scientifici molto accurati. Una delle domande che sicuramente ci saremmo posti almeno una volta è: “Quanto diventa grosso questo pesce?” oppure “Sarà eticamente corretto trattenerlo anche se la legge lo consente?” e infine “Ma allora quali pesci e di che dimensioni è corretto trattenere?”. La risposta a queste domande è quanto mai complessa, e come ho accennato prima, richiedono nozioni e studi scientifici, che ovviamente non è possibile mettere in pratica mentre siamo a pesca. Questo articolo si ripropone di analizzare i parametri per poter capire quando è corretto trattenere un pesce, dato che le taglie minime non sempre sono attendibili.
Inizio cercando di trasmettervi prima una mia personale filosofia: l’uomo ha bisogno di mangiare pesce, lo ha sempre mangiato e si spera che sempre potrà farlo. È un diritto sacrosanto di ognuno pescare e poter portare a casa il pesce per noi stessi o per la famiglia, ma dobbiamo renderci anche conto che il nostro mare sta soffrendo. Mangiamo il pesce, sano e fresco, ma evitiamo di fare mattanza inutile di pesci che spesso fanno solo una brutta fine. Il problema principale è sicuramente la pesca industriale e non i pescatori amatoriali, certo! Nonostante ciò, cominciamo già noi nel nostro piccolo a fare la differenza. Siamo tanti, motivo per cui possiamo fare del gran bene al mare.
Quindi cerchiamo di capire quando è corretto catturare un pesce. Per capirlo devo parlarvi di accrescimento delle specie. Nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno un accrescimento continuo, ma ci sono periodi dell’anno e anche della loro vita in cui crescono più o meno velocemente. In particolare l’accrescimento sarà favorito da un elevato metabolismo durante la stagione calda, quando per altro vi sarà abbondanza di fonti nutritive, mentre sarà molto rallentata nella stagione invernale dove i nutrienti sono ridotti e dunque il metabolismo rallentato. La crescita delle specie non è incostante solo durante le stagioni, ma anche nei vari stadi della loro vita. In particolare l’accrescimento sarà molto veloce nelle prime fasi di vita, e in generale fino alla maturità sessuale; dopo la prima riproduzione il tasso di crescita diminuisce sensibilmente.

NB: LA FONTE DEI PRECEDENTI GRAFICI E’ PAPERBLOG.
Questo dato è molto importante perché è ora logico pensare che trattenere un pesce prima che si sia potuto riprodurre creerebbe un danno importante. La chiave del discorso sta in parte qui: i pesci corretti “eticamente e scientificamente” da trattenere sono quelli che hanno compiuto almeno un ciclo riproduttivo in modo che la popolazione totale non abbia un calo netto. Ma come facciamo a sapere quando si conclude il primo ciclo riproduttivo di una specie? Non tutti i pesci si riproducono alla stessa età. Molti pesci sono ermafroditi (presentano entrambi i sessi durante la loro vita). In definitiva, guardando anche i grafici cerchiamo di trattenere solo pesci da almeno 500 grammi a salire. Sembra semplicistico, ma i dati ci danno ragione. In pesca non abbiamo certo il tempo di andare a documentarci sul momento e questo sistema è frutto di esperienze in mare e dati raccolti. Ovviamente non varrà per tutti i pesci in quanto molti non raggiungono neanche tale taglia e molti raggiungono taglie nettamente maggiori. Nel primo caso (tipicamente pesci di fondo, quali perchie, sciarrani, sparlotti e altri) non creeremo danno seguendo anche le misure minime in vigore, ma evitiamo sempre le razzie. Nel secondo caso, invece, stiamo alla larga da quello che riportano le misure minime: starà a ognuno di noi decidere se il pesce catturato sarà eticamente trattenibile (la ricciola arriva a 50 kg di peso ma la misura minima è 7 cm).
Insomma, in maniera molto concisa ho cercato di darvi dei dati corretti e un metodo coerente e semplice per poter trattenere il pescato creando il minor danno possibile all’ecosistema. Ovviamente, se abbiamo il tempo e la voglia di studiare nel dettaglio ogni specie sapremo ancora meglio come comportarci in ogni singola situazione. Io da anni studio la vita acquatica e in particolare quella marina. Se ognuno di noi fa la sua parte avremo nel tempo dato un grossissimo aiuto al nostro mare.
Spero di avervi dato qualche spunto di riflessione: per approfondire guardate la seconda parte del live per approfondire questa tematica.
Un saluto a tutti gli amici!
















