Le regole base della pesca sportiva e ricreativa

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Partiamo immediatamente con una regola base: per il pescatore sportivo o ricreativo sono vietati, sotto qualsiasi forma, la vendita e il commercio delle catture. Questa è la norma base che differenzia la pesca dilettantistica da quella professionale.

Per tutelare quest’ultimo tipo di pesca non a caso ognuno di noi dovrebbe essere distante ben 500 metri da unità in attività di pesca professionale e ha delle limitazioni in termini di quantità e tipo di equipaggiamento che ha a disposizione. Infatti tra l’attrezzatura sfruttabile compare:

  • Il coppo o bilancia con lato massimo non superiore a 6 metri;
  • rezzaglio con perimetro non superiore a 16 metri;
  • non possono essere usate più di 5 canne per ogni pescatore sportivo e approfondendo i calamenti abbiamo:
  • lenze fisse a non più di tre ami;
  • lenze morte, bolentini, correntine a non più di sei ami;
  • lenze per cefalopodi e rastrelli da usarsi a piedi;
  • possibilità di usare lenze a traino di superficie e di fondo e filaccioni;
  • i palangari fissi o derivanti non devono possedere un numero di ami  superiore a 200 in pesca; in realtà in barca non c’è un limite basta che non presentino l’esca. Inoltre si posso utilizzare massimo due nasse per ciascuna imbarcazione;
  • è vietato l’uso di fonti luminose ad esclusione della torcia utilizzata nell’esercizio della pesca in apnea.

II pescatore sportivo e ricreativo può raggiungere un massimo di pescato pari a 5 chilogrammi complessivi salvo il caso di pesce singolo di peso superiore a persona . Un’altra limitazione viene definita per la specie della cernia in quanto non può essere catturato giornalmente più di un esemplare.

I palangari

In diverse regioni di Italia i palangari sono una grande tradizione della pesca non professionale ed un esempio può essere la Liguria. Come per le reti professionali sono limitati non solo per quantità di ami, come già specificato, ma debbono essere opportunamente segnalati. Infatti è doveroso corredarli di galleggianti di colore giallo, distanziati fra loro non più di 500 metri. Le estremità devono essere munite di galleggianti di colore giallo, con bandiera di giorno e fanale di notte, dello stesso colore; tali segnali debbono essere visibili a distanza non inferiore a mezzo miglio.

Esercizio della pesca in apnea

La pesca subacquea sportiva è consentita soltanto in apnea senza l’uso di apparecchi ausiliari di respirazione.

L’esercizio della pesca subacquea è vietato:

  • a distanza inferiore a 500 metri dalle spiagge frequentate da bagnanti;
  • a distanza inferiore a 100 metri dagli impianti fissi di pesca e dalle reti da posta;
  • a distanza inferiore a 100 metri dalle navi ancorate fuori dei porti;
  • in zone di mare di regolare transito delle navi per l’uscita e l’entrata nei porti ed ancoraggi, determinate dal capo del dipartimento marittimo;
  • dal tramonto al sorgere del sole;
  • per ogni mezzo nautico,di una bombola di capacità non superiore a 10 litri, fermo restando il divieto di servirsene per la pesca subacquea.

Taglia minima dei pesci e dei crostacei

Per quanto riguarda la lunghezza minima dei pesci vi consigliamo di seguire questo link di APR (Alleanza pescatori ricreativi).

Permesso gratuito per la pesca sportiva

Per concludere, ormai tutti sapete che per pescare in mare serve un riconoscimento da fare sul sito del Ministero. C’è chi lo chiama “licenza di pesca in mare” oppure “permesso di pesca in mare” ma alla fine dei conti è sempre la stessa cosa. Molti vedono oltre una semplice tessera gratuita e ostentano a farla in quanto vedono un sondaggio per una futura tassa di categoria. In realtà se si viene colti senza, si ha circa 20 giorni per adeguarsi altrimenti le sanzioni potrebbero essere pesanti. Se non lo avete mai fatto, potete cliccare qui per maggiori informazioni.