Thursday, April 2, 2020
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Orche a Genova: cucciolo in grave difficoltà o morto

Domenica 2 dicembre sono state avvistate quattro orche nella zona del Psa del porto di Genova Prà. Il gruppo è composto da un maschio adulto, una femmina, un cucciolo, probabilmente sotto i sei mesi di età, e un quarto esemplare di cui non si è ancora riconosciuto il sesso. Tutti sono rimasti incuriositi e travolti dalla notizia tanto stupefacente quanto insolita. Tutti tranne gli esperti che fin dall’inizio, l’avvistamento ha destato in loro molta preoccupazione e tanti sospetti. E purtroppo da Genova ci sono news.

Si ringrazia Genova Today per la foto. (Genova news)

Sospetti che con il passare delle ore e dei giorni sono aumentati perché le orche non hanno quasi mai abbandonato la zona dove sono state avvistate. Non a caso, vista la lunga permanenza, si è composto un team di monitoraggio per capire cosa stesse succedendo. Chi sta seguendo gli animali sembra essere molto preoccupato sullo stato di salute del cucciolo.

Gli stessi esperti hanno notato inoltre un forte stress di tutti e quattro gli animali. Per questo motivo ieri la Capitaneria del porto di Genova ha emanato un’ordinanza per vietare la navigazione e la sosta alle imbarcazioni (escluse le navi mercantili) e ogni attività subacquea nella cosiddetta “zona di precauzione” intorno all’ingresso al bacino portuale di Prà.

Da questo pomeriggio, invece, impazza la voce che il cucciolo di orca sia morto. Tra le prime testate, Ansa. Gli esperti hanno spiegato che dopo i primi avvistamenti sarebbe stato naturale che il “pod” si spostasse verso acque più profonde e meno antropizzate. Quindi la permanenza sarebbe determinata dalle pessime condizioni di salute del cucciolo, il quale sarebbe appunto morente o morto. Il comportamento della madre che cerca di far raffiorare verso la superficie il corpo non è sicuramente un buon segnale. Spesso questo comportamento di assistenza può durare diversi giorni oltre la morte del piccolo.

Comunque la speranza è quella che gli animali riprendano presto il largo in quanto si tratta di una colonia di Gibilterra e la zona dove al momento nuotano non è paragonabile al loro habitat.

Andrea De Nigris
Ingegnere energetico amante del mare con la forte passione per la pesca e la sostenibilità. Incomincia a pescare all'età di 5 anni sulle coste nel nord Salento. Prima con la canna fissa, poi pesca subacquea e dopo la maggior età pratica la pesca a fondo, lo spinning e la pesca dalla scogliera. Il 12 marzo 2015 fonda la pagina Facebook "La pesca in mare". Nel 2016 fa partire la serie di eventi "A pesca di immondizia Italia".
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