Come riconoscere il canalone nel surfcasting?
Nei giorni scorsi girovagavo su Facebook fin quando non mi sono imbattuto su un post del bravissimo fotografo Cosimo Trono. Trattava la corrente di strappo, detta anche “rip current“. Nella foto pubblicata nel post si vedeva chiaramente l’effetto. Chi pesca a surfcasting lo conosce molto bene: sto parlando del canalone.
Per dare qualche informazione in più, la foto è stata scattata durante la mareggiata del 3 dicembre 2021 nei dintorni di Punta Prosciutto in Puglia. Ecco quindi un piccolo supporto per chi è alle prima armi della pesca dalla spiaggia.
Introduzione
Poniamo l’esempio di un tipico mare da surfcasting. Il moto ondoso punta verso la spiaggia. L’onda si rompe in determinati punti più o meno vicini alla riva. Saranno più vicini alla spiaggia se il fondale degrada velocemente. Viceversa, se il fondale degrada lentamente. In base ad alcuni fattori, tra cui profondità del mare, costituzione del litorale e quindi energia dell’onda, la rottura avviene con una determinata intensità ovvero con una determinata forza.
Cosa è la corrente di strappo?
La differenza di intensità della rottura delle onde crea la corrente di strappo. Si tratta di una corrente che punta verso il largo del mare. Il ritorno dell’acqua verso il mare è semplicemente uno “sfogo”, un reflusso, dovuto alla differenza di intensità prima descritta.
Come si crea il canalone? E come si riconosce il canalone?
Una volta che nasce una corrente di strappo si noterà immediatamente l’effetto: il canalone. La superficie si noterà piatta in mezzo al mare mosso (vedi foto precedente). Ma attenzione, sono dei punti apparentemente calmi. In realtà l’onda non si crea perché la corrente di strappo la “erode”. Ma sotto è presente una corrente, in alcuni casi anche molto sostenuta.
Il canalone prodotto dalla corrente di strappo è definito canalone verticale. Esiste anche il canalone parallelo ma ha una natura diversa e non lo trattiamo in questo articolo.
Perché pescare nel canalone?
Il canale è un punto propizio per la pesca dalla spiaggia. La forte corrente invisibile agli occhi ara il fondo, così si liberano sostanze e mangime per i pesci. Inoltre il canalone, soprattutto per i nostri mari, ha una larghezza abbastanza limitata. Per cui il surfcaster dovrà effettuare dei lanci in una zona limitata, quindi aumentano le possibilità di successo.
Come si esce da un canalone?
Se involontariamente si entra in un canalone bisogna restare calmi e nuotare lateralmente. Muovendosi verso il lato si esce dalla corrente di strappo. Usciti da questa zona le onde non allontaneranno più il malcapitato dalla riva. Di per sé la corrente di strappo non porta alla morte. La morte spesso avviene per annegamento quando si nuota contro la corrente di strappo e si rimane stremati al largo della riva in preda al panico. Infatti le correnti più forti riescono ad arrivare anche oltre i 9 km/h per cui anche nuotatori esperti possono trovarsi in forte difficoltà. Prestate attenzione!
E naturalmente prima di andare a mare date un’occhiata alle previsioni meteo pesca! Sono gratuite, intuitive e garantiscono tutti i dettagli per una pescata a surfcasting.
Si ringrazia Cosimo Trono per le foto stupende.















