Traina d’altura: cosa c’è da sapere?

Verifica della taratura della frizione

Nell’ultima parte dell’estate e per tutto l’autunno, si scatena la passione dell’altura, quella tecnica che prevede la ricerca di grandi pelagici molte miglia al largo. Anche se in alcune zone, come al largo di Ischia, è possibile effettuare le prime catture già verso la fine della primavera.
Infatti on il meteo ancora abbastanza stabile, che gli appassionati si avventurano al largo percorrendo grandi distanze, alla ricerca di grandi batimetriche (da 600-700 in su).

SICUREZZA

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Proprio per le lunghe distanze che saremo costretti a percorrere, diventa basilare dotarsi di VHF e possibilmente uno di scorta, oltre a un buon gps che ci permetterà di ritornare in porto anche quando c’è poca visibilità.
I protagonisti di questa tecnica sono i grandi pelagici, in primis l’alalunga e l’aguglia imperiale, ma spesso le lenze vengono attaccate da “piccoli” tonni rossi, spada, alletterati e lampughe.

Chetta e Antelmi con una aguglia imperiale

Alalunga

Ma è proprio l’alalunga il predatore più ricercato, vuoi per la sua capacità di regalare entusiasmanti combattimenti fino alla fine. Vuoi per la sua lunaticità nell’attaccare un’esca di un determinato colore e ignorarla in un orario diverso o in un’altra giornata, questo tunnide, che dopo aver trascorso i mesi invernali nei mari più caldi o in profondità dove la temperatura dell’acqua è più temperata, risale in superficie con il riscaldarsi dell’acqua, rimanedoci, fino all’autunno inoltrato, con la massima attività in settembre e ottobre. Sarà alla ricerca di grandi banchi di piccoli pelagici di cui si nutre senza disdegnare i cefalopodi.
Nei mesi di luglio e agosto dopo essersi acclimatata e ben nutrita si dedica alla riproduzione, senza rifiutare, se ben presentati, i nostri artificiali, ma da settembre e per quasi tutto l’autunno, finita la riproduzione, diventa più vorace e se si incrocia il banco, il
divertimento è assicurato. Questo divertentissimo pesce, raggiunge la maturità sessuale dopo 6 anni di età (a circa 85 cm), vive in media 7/8 anni. Può misurare oltre 1 m di lunghezza e superare i 30 Kg di peso, ma la taglia media, negli ultimi anni, (causa la pesca professionale intensiva) è scesa notevolmente e questo ci deve far riflettere, e spronarci verso una pesca sempre più responsabile, liberando sempre i pesci sotto misura e all’occorrenza trattenendo massimo un esemplare una tantum. Molto presente nei mari meridionali  vedi le Isole Eolie, tutto il Tirreno, Ionio e Adriatico, specialmente quelli che circondano la Puglia, a seconda delle stagioni, spesso risalgono fino all’Adriatico centrale.

Due alalunghe nelle mani di Pisacane e Antelmi

Rostrati

Negli ultimi anni c’è anche una buona presenza di aguglie imperiali, parente dei marlin, e pesci spada molto presenti nello ionio pugliese con una grande propensione ad attaccare piume e octopus trainati a grande distanza da poppa. Anche questi sono pesci, spesso vittime dei palangari della pesca professionale,regalano grandi emozioni e così come per l’alalunga andrebbero slamati con cura e liberati.

Senegal, 2004 – Nazionale italiana di Big Game

ATTREZZATURE

Come abbiamo detto, è un pesce che può raggiungere anche i 25/30 kg, ma anche esemplari di 10 – 12 kg sprigionano una notevole resistenza, che diventa massima quando intravedono la barca. Per questo non bisogna lesinare sulla qualità delle attrezzature,
partendo dalle canne, che per i principianti dovrebbero essere 20/30 lbs mentre i più esperti sono in grado usare 10/12 e 12/20 lbs. L’azione delle canne dovrebbe essere ripartita ma non troppo cedevole.
I mulinelli caricati con dell’ottimo nylon rapportato alla canna, il cui carico di rottura non dovrebbe scendere al disotto delle 20/30 lbs (anche se nelle gare Fipsas la classe di lenza obbligatoria è 12 lbs), mentre viste le velocità di traina, per i terminali non bisognerebbe andare troppo per il sottile con 1,5 – 2 metri di ottimo fluorocarbon dallo 0,60 allo 0,80 mm. Questo per evitare rotture e relativi metri di filo più artificiale e terminale in bocca ai pesci.

T top barca di Antonio Quarta

ARTIFICIALI

Qui, viste la miriade di teorie, non basterebbero 10 pagine per trattarle tutte, ma le regole base sono sempre le stesse. Innanzitutto cercare di proporre artificiali che più si avvicinano al nutrimento che in quel momento i pesci hanno a disposizione. Ad inizio dell’estate presumibilmente con l’arrivo di piccoli pelagici come sardine o sgombridi ancora di piccole dimensioni perché nati da poco, sarebbe consigliabile usare minnow e piume, con livree naturali e di piccole dimensioni 9/ 10 cm, per poi crescere con le misure 10/ 18 cm con l’avanzare della stagione.

Altre teorie consigliano l’uso di colori chiari al mattino o comunque con tanta luce e più scuri nel tardo pomeriggio o con cielo coperto, ma , siccome la pesca non è una scienza esatta….spesso, risultano vincenti colori sgargianti come i gialli fosforescenti, varie sfumature di rosa e altre fantasie, con livree che non esistono in natura. Un must che non dovrebbe mai mancare è il classico testa rossa con paletta metallica di cui ogni trainista ha sempre una buona scorta.

Marco Pisacane mentre realizza le sue piume

VELOCITA’ DI TRAINA

La velocità dovrebbe essere intorno a 6/7 nodi per i minnow e può arrivate fino agli 8 – 9 nodi per le piume e similari, che comunque vanno trainate a lunghe distanze dalla barca. Se poi nella disperazione, si vogliono trainare insieme minnow e piume, un ottimo compromesso fatte le dovute prove potrebbe essere 6/7 nodi filando 3 o 4 minnow tra i 30 e i 50 m e 2 piume o octopus tra i 70 e i 100 e più metri.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di simulare un vero banco di pesce, quindi se la barca lo permette e magari abbiamo i divergenti, si può arrivare anche a 8 – 10 canne.
Per quella che è la mia esperienza, posso affermare che nel momento in cui i pesci arrivano, spesso si avventano su tutto quello che al momento gli viene proposto, mentre in altre occasioni se si nota un artificiale che rende di più, buona cosa è calarne un bel
numero a distanza più o meno uguale a simulare un piccolo branco uniforme e quindi più credibile.

Detto questo, appare evidente che per affrontare seriamente una tecnica come questa, bisogna portarsi in cassetta un grande numero di esche con più esemplari della stessa livrea. Per concludere non ci resta che consultare i bollettini meteo ma prima di mollare gli ormeggi vi consiglio di guardare la diretta proposta sulla pagina Facebook dove si approfondiscono maggiormente tutti questi aspetti. Protagonisti oltre a me, Antonio Quarta (campione mondiale di traina d’altura) e Marco Pisacane (presidente ASD Over Fishing Salento e Presidente Mare FIPSAS per oltre venti anni). Buona visione.

Verifica della taratura della frizione