Negli ultimi giorni vi ho parlato degli avvistamenti di due squali in Sicilia, un bianco e un mako, e di uno squalo grigio in provincia di Lecce. Se non avete ancora letto i due articoli trovate i link qui e qui.
In realtà degli squali non si sa moltissimo ed infatti si sta studiando il più possibile di questi animali. Per avere maggiori informazioni ho voluto fare una chiacchierata con Eleonora De Sabata, presidente di MedSharks, associazione che da quindici anni si dedica alla ricerca e conservazione degli squali mediterranei.
Secondo Eleonora tutti questi avvistamenti, e soprattutto un sensibile incremento negli ultimi anni, sono dovuti principalmente a tre fattori:
- Maggior possesso di smartphone da parte dei naviganti
- Maggior presenza di persone (anche al largo) e diffusione dei social media
- Nel caso del bianco, ipotesi di una nursery nel canale di Sicilia dove nel gli anni sono stati registrati esemplari sia di piccole che grandi dimensioni, oltre che una femmina gravida
E’ importante sottolineare come sia il bianco che il mako nel Mediterraneo siano considerati criticamente a rischio cioè sono soggetti al rischio di estinzione più alto secondo la IUCN, l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura.
Nel vecchio articolo si ipotizzava una maggior concentrazione di avvistamenti nei mesi tra maggio e ottobre per la migrazione dei tonni. Eleonora sottolinea che questo è anche il periodo in cui ci sono più persone in mare, e quindi maggiori probabilità di incontro. Riguardo al nesso con i tonni, sappiamo ben poco dei loro spostamenti e della dieta, sia del bianco che del mako in Mediterraneo. I tonni stessi probabilmente seguono banchi di altri pesci più piccoli, ed è possibile che sia il mako che il bianco frequentino le stesse zone per cibarsi dell’uno o degli altri. C’è infatti una bella differenza tra bianco e mako riguardo la dentatura, il che ci dice molto sulle loro prede usuali. Nel bianco i denti sono triangolari e seghettati, perfettamente compatibile con la cattura e smembramento dei tonni. Il mako ha invece denti più aguzzi, ideali per afferrare (come una forchetta!) pesci di più piccola dimensione mentre nuotano. Certo però che se scoprono un tonno abboccato a un palangaro, ormai morto, potranno cibarsene anche loro.
Eleonora, inoltre, mi ha girato un questionario a cui sarebbe interessante capire quante informazioni avete su questi animali. Basta cliccare qui.
In conclusione vi informo che domani sera giovedì 28 maggio alle ore 21 farò una diretta con Eleonora e la sua collega Simona Clò, responsabile scientifica del progetto Medsharks, proprio per parlare degli squali, dei loro avvistamenti e per capire qualcosa in più di questi animali.















