Il pesce palla, una specie invasiva e tossica

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Il Lagocephalus Sceleratus, comunemente chiamato pesce palla argenteo, è una specie invasiva del Mediterraneo, oltre ad essere un pesce molto pericoloso: infatti le sue carni, se ingerite, possono portare alla morte anche dopo la cottura. Questo perché contiene una tossina letale per il genere umano, chiamata tetrodotossina (TTX). L’animale proverebbe dell’oceano Indo Pacifico, ma testimonianze ne attestano la presenza anche in Grecia e in Italia.

I pesci palla sono caratterizzati da una tossicità all’interno dell’ovaio e del fegato, e per le specie di acqua dolce si parla di tossicità della pelle. La TTX è generata da batteri marini presenti nell’alimentazione dei pesci e può portare alla paralisi della catena muscolare. Sul sito del Ministero si legge come da regolamento sia proibito mettere sul mercato determinate specie di pesci appunto perché portatrici di tossine nocive per le persone. 

Ecco la descrizione fornitaci dall’Oceanus Research Group: “Ha corpo oblungo, fusiforme, ricoperto di pelle liscia senza placche o scudetti, ma dotato di spine corte e disposte in serie longitudinali nella regione ventrale, che è rigonfiabile e pieghettata in attitudine di riposo. La linea laterale è marcata e suddivisa in rami che circondano l’orbita e rami trasversali, che si congiungono con la linea laterale o che si diradano verso la zona ventrale.

La testa, robusta, ha occhi circolari di grandezza media e aperture nasali minuscole. La bocca è piccola e i denti sono riuniti in due placche dentarie superiori e due inferiori. Può ingerire acqua o aria. Ha una sola pinna dorsale molto spostata indietro e con 13-16 raggi. L’anale è simmetrica alla dorsale ed ha 11-13 raggi. La caudale (15 raggi) ha il margine posteriore incavato e il lobo inferiore più lungo di quello posteriore. Le pettorali sono alquanto robuste ed hanno 14-16 raggi. Le ventrali sono assenti. Il colore del corpo è ardesia o grigio azzurrastro sul dorso, bianco latteo nel ventre. Gli esemplari giovanili hanno macchiette nere sparse nella zona spinosa. E’ una specie pelagica che allo stadio giovanile staziona vicino agli estuari dei fiumi e da adulta preferisce acque tropicali o calde, a profondità tra i 10 e i 100 m, ma può scendere anche oltre i 450m. Perlopiù si sposta grazie alle correnti. Se minacciata, si gonfia ingerendo aria o acqua, che trattiene contraendo gli sfinteri del piloro e dell’esofago e in modo da gonfiare lo stomaco, fino ad assumere una conformazione a a palla. Si nutre sia di detriti che di organismi animali (crostacei e molluschi). Raggiunge i 60 cm di lunghezza totale”.

Il pesce palla Fonte: repubblica.it