Dal 1 gennaio 2022 l’Europa impone una attività di pesca ridotta a 120 giorni per la pesca professionale
E’ allarme nel settore della pesca professionale. L’Europa vuole diminuire del 40% lo sforzo di pesca nel Mediterraneo entro il 2026. Dal 1 gennaio 2022 gran parte dei pescherecci potranno operare per poco più di 120 giorni all’anno. Questo significa che per alcuni o buona parte della flotta italiana potrebbe non essere più sostenibile economicamente andare in mare.
Secondo gli esperti si tratta di mettere a rischio circa 2.000 pescherecci a strascico che portano sulla tavola degli italiani circa il 50% del pesce italiano. Pertanto Coldiretti e Federpesca chiedono al Governo e al Mipaaf di far rivedere questi tagli all’Europa.
Sicuramente l’UE invia un messaggio molto forte. La pesca vuole andare verso un risvolto più sostenibile e infatti da anni le pescate sono sempre più povere. Ma dall’altra parte il nostro mar Mediterraneo bagna anche paesi extra UE che non verrebbero, per ovvie ragioni, coinvolti in questa decisione.
Il punto da chiarire rimane uno: chi garantirà i 28 kg pro capite annui di pesce al consumatore italiano? I pescherecci esteri, magari con la pesca a strascico? Perché se così fosse non è certamente una soluzione. Oppure la piccola pesca professionale italiana? Ma sarebbe in grado?
FONTE ARTICOLO: rinnovabili.it – IMMAGINE COPERTINA: Garganotv















