Siamo pronti? Allora big big big big game!

Big: proprio come le prede che vogliamo insidiare, big, come la gioia del grande ritorno di sua maestà, big, come le emozioni che vogliamo vivere, big, come l’adrenalina che scorre nelle vene ad ogni allamata, big, proprio come l’indispensabile affiatamento dell’equipaggio , big come la soddisfazione di possedere e  confrontarsi con la  qualità assoluta di canne – mulinelli – lenze e di tutti gli accessori, big come la grande passione ed il rispetto di sua maestà il Tonno rosso che da fiero rivale ma anche compagno di giochi, va ( con poche eccezioni e nel periodo consentito), liberato. In fine BIG, come la beffa delle ridicole quote riservate ai pescatori sportivi e le poche settimane in cui si può imbarcare il tonno, perché portare a bordo un esemplare, nelle misure di legge e nel periodo consentito, mi sembra  giusto, per tutta la categoria di pescatori sportivi, il cui prelievo, al cospetto dei grandi pescherecci professionali rappresenta il classico ago nel pagliaio). Inoltre, non vedo che senso possa avere pescare i tonni e poi andare a comprarli in pescheria per poterne gustare qualche trancio a tavola con i compagni d’avventura e i famigliari.

Dedicarsi al drifting ai tonni forse rappresenta il punto d’arrivo di ogni angler.  Il drifting è la massima espressione del big-game, con il quale si possono insidiare pesci quali spada, squali, tunnidi in generale e altri ancora, ma soprattutto i tonni rossi.

Non solo tonni rossi, qualche volta capita di avere una sorpresa a bordo

E’ proprio della cattura di questo gigante del mare che rende avvincente questa disciplina vogliamo parlare.

Drifting non è solo pasturare, innescare e tirare a bordo il tonno, ma significa vivere ogni volta il rito della preparazione della battuta di pesca, curare i dettagli, dall’abbigliamento alla cintura da combattimento, i guanti, le canne, i mulinelli, il filo, le girelle e ancora gli ami, la pastura e gli accessori ad essa dedicati. Nulla va lasciato al caso e non ultima la preparazione fisica e i giusti compagni di pesca. Ogni componente dell’equipaggio, deve conoscere alla perfezione il suo ruolo e quello degli altri: pasturare, filare le lenze a varie profondità e distanze dall’imbarcazione, afferrare immediatamente la canna che ha “cantato” per gestirla con calma e nel migliore dei modi ( ogni tonno ha un comportamento diverso), ritirare immediatamente le altre canne, salpare l’ancora a vela ( se presente) o liberare la barca dall’ancora ( se si pesca ancorati), condurre sapientemente l’imbarcazione durante il combattimento, misurare , filmare e fotografare ogni cattura, da mostrare ai giudici in caso di  competizioni e effettuare le giuste manovre per un corretto rilascio.

Tutto questo unito al fascino delle grandi distese blu, dei gabbiani, delle mangianze e all’orgoglio di condividere e far rivivere tante altre volte a casa con gli amici o nel proprio club,  con i racconti, i  video e le foto , delle epiche avventure, diventa assolutamente impagabile.

Però ora parliamo della tecnica ma prima togliamo subito ogni dubbio sulle attrezzature.

Chi decide di dedicarsi ai tonni non può scendere a compromessi, quindi attrezzatura al top, partendo dalle canne che devono essere leggere, resistenti, con anellatura o carrucole di ottima fattura e azione semi-ripartita (consiglio come prezzo minimo: € 500/700). Possibilmente a manico curvo, che permette al pescatore di affrontare l’impegnativo combattimento senza sovraccaricare eccessivamente la schiena. E a tal proposito una cintura da combattimento con appoggio sulle cosce e supporto renale con ganci dedicati al mulinello, non deve mai mancare.

Per quanto riguarda la potenza, vista la non eccessiva taglia media dei tonni che da qualche anno frequentano i nostri mari, sono sufficienti  le 30/ 50 libbre.

Ovviamente anche i mulinelli devono essere al top, abbinando i 50 libbre caricati con ottimo nylon dello stesso libraggio alle canne carrucolate.

Mentre per gli amanti del top shot, (canne con anellatura spiralata), vanno scelti mulinelli tra le 25 e 30 libbre caricati con un ottimo multifibra a 8 fili di carico adeguato.

Per la costruzione dei terminali è ormai indispensabile l’uso del fluorocarbon di lungheza 8/10 mt; max 0.60 per le canne  calate più vicino alla superficie, per poi aumentare il diametro ( 70-80-90 ) man mano che si scende in profondità dove la visibilità è inferiore e sarebbe inutile rischiare rotture, lasciando in bocca al pesce amo e metri di filo che potrebbero comprometterne la salute.

Per collegare terminale e filo del mulinello ottima soluzione è il wind-on, ma vanno bene altri nodo purchè ben eseguiti.

Ovviamente, per calare le esche alle profondità stabilite, bisogna dotarsi di piombi e relativi sistemi di “galleggiamento”.

C’è ancora chi usa la sempre valida bottiglietta da 500 c.c. o i palloncini, entrambi da assicurare ( cosi come per i piombi), alla lenza madre tramite elastici.

Purtroppo però questi sistemi spesso portano alla perdita in mare di entrambi i supporti con conseguente inquinamento da plastica.

Per evitare questo ci viene incontro la ditta Top Game del geniale Riccardo Spoti, ha ideato una serie di accessori eccezionali , quali galleggianti a sgancio rapido, piombi muniti di pinzetta ecc. ecc. che risolvono in maniera efficientissima il problema.

I tonni vanno rilasciati, quindi un ottimo boga-grip risulta indispensabile per bloccare il pesce, senza farlo uscire dall’acqua e una volta slamato riossigenarlo, trascinandolo dolcemente per alcuni minuti con i motori al minimo.

Ami rigorosamente circle con girella, di grandezza adeguata alle esche, costituite prevalentemente da sarde, possibilmente freschissime.

Altri accessori utili per i più pigri, possono essere un trita-sarde e un getta sarde elettrici, mentre, in caso di corrente anomala e tonni che stazionano più in profondità, un pasturatore a sgancio rapido risulta la migliore soluzione   per portare la pastura in prossimità del banco. Ricordiamoci in fine di rispettare le leggi e soprattutto di liberare questo fantastico predatore che ci farà rivivere ancora tante avventure.