Un futuro eco friendly per la pesca?

Tutte le attività umane producono inquinamento, credo che tutti lo sappiano. Una parte d’inquinamento è prodotto dal mal costume delle persone oppure da disastri ambientali come il caso dei dischetti provenienti dal fiume Sele.

A febbraio 2018 una problematica ad un depuratore posto vicino alla foce del fiume ha fatto riversare  in mare milioni di filtri di plastica a forma di dischetto. Purtroppo, con le correnti sono arrivati ovunque: ad Ischia fino alla Sardegna e all’alta Liguria. Basti pensare che ancora in queste settimane li potreste trovare spiaggiati sul vostro litorale. Un errore molto probabilmente umano che ha creato un danno non indifferente al mar Tirreno.

Chi di voi poi, negli ultimi mesi non ha sentito parlare dei tanti canali e fiumi (che portano al mare) carichi di plastica? Credo che si possa fare  almeno un esempio per regione. Ma temo che i casi siano molti di più. Non per niente in una piccola città della Francia su ogni griglia della rete fognaria c’è incisa la frase: “Non gettare niente dentro, il mare parte da qui.”

Non è un caso, poi, se su tanti quotidiani nazionali sentiamo parlare del Mediterraneo, come degli oceani del mondo, di capodogli spiaggiati, tartarughe e pesci morti con la plastica all’interno dello stomaco. Cosa significa? Molto probabilmente un sinonimo che la quantità di plastica in mare ormai è veramente elevata.  Ma in fin dei conti chi di noi su Facebook non ha visto animali impigliati in voluminose reti, pezzi di plastica ecc ecc?

Tra l’altro, uno degli ultimi studi portati alla luce, ha dimostrato che proprio le reti, sì, quelle perse per intemperie e motivi vari dalla pesca professionale e che giacciono immacolate sui fondali marini, sono un causa importante di inquinamento e devono ritenersi “attive” in quanto, nonostante l’inutilizzo umano, catturano i pesci.   

Naturalmente per evitare che tutto ciò diventi giorno per giorno sempre più estremo, bisognerà ripulire i luoghi più degradati ma allo stesso tempo bisognerà impegnarsi non solo a non inquinare nuovamente ma a limitare la produzione di rifiuti. Altrimenti saremmo punto e a capo. Sarebbe bello quindi che nei prossimi anni tutte le aziende produttrici italiane del settore puntino su un capitolo “eco friendly” della loro storia. Come? Nuovi prodotti attenti all’ambiente, imballaggi parsimoniosi e plastic free, considerando l’abbattimento delle emissioni durante il ciclo di produzione dei prodotti. Missione impossibile? Non per forza dato che ci sono tanti settori che si sono adeguati a questa nuova stupenda tendenza.

Andrea De Nigris

Ingegnere energetico amante del mare con la forte passione per la pesca e la sostenibilità. Incomincia a pescare all'età di 5 anni sulle coste nel nord Salento. Prima canna fissa, poi pesca subacquea e dopo la maggior età pratica la pesca a fondo, lo spinning e la pesca dalla scogliera. Il 12 marzo 2015 fonda la pagina Facebook "La pesca in mare". Nel 2016 fa partire la serie di eventi "A pesca di immondizia Italia".

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