Firmato il manifesto non ostile per lo sport

Tutti noi sappiamo che la pesca non professionale è divisa in due grandi gruppi: la pesca ricreativa e quella sportiva. In questo articolo mi concentrerò principalmente con l’ultima categoria e con tutti quelli che ritengono questo hobby una vera e propria sfida con se stessi e con il mare. Infatti spesso l’adrenalina che accompagna i momenti di partecipazione, anche post gara, gioca brutti scherzi. Azioni non pensate e magari l’arbitraggio giudicato non idoneo, scatenano profonde critiche e sfoghi di persona o virtuali attraverso i social.

Per questo nel mese di novembre scorso è stato redatto un documento chiamato “MANIFESTO DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILE PER LO SPORT”. Questo manifesto, sponsorizzato da più di 100 atleti dello sport italiano, parte dal principio che “nello sport non esistono nemici, ma solo avversari: li rispetto perché, senza di loro, non c’è gara. Rispetto regole, arbitri e giudici: sono i garanti della mia passione”. Così lo riassume il presidente dell’Associazione “Parole O_Stili”, Rosy Russo.

Nel particolare si fonda su 10 punti fondamentali:

1.(Virtuale è reale)

Sport è dare sempre il meglio di sé. Per questo sia in gara, sia nella vita e nel mondo virtuale, sostengo i valori della correttezza, della condivisione e del rispetto

2. (Si è ciò che si comunica)

Da atleta, da tifoso o da commentatore, so che i miei discorsi dicono chi sono, e quanto credo nello sport che amo. Faccio sì che siano forti, leali, onesti e gentili

3.(Le parole danno forma al pensiero)

Cerco sempre parole giuste. Governo l’adrenalina e l’emozione con il rigore del mio pensiero. Controllo i toni perché lo spirito sportivo vinca anche nella sconfitta

4.(Prima di parlare bisogna ascoltare)

Mi alleno ad ascoltare. Ascolto l’allenatore, l’arbitro, i compagni. Ascolto le lodi, e ascolto le critiche. Ascolto il mio corpo. Ascoltando divento più forte e migliore

5.(Le parole sono un ponte)

Lo sport è un linguaggio che tutti capiscono e il messaggio dello sport è potente: faccio sì che sia positivo, pieno di speranza. Che ispiri le persone. Che le unisca

6.(Le parole hanno conseguenze)

Le mie parole hanno peso e valore: possono rendere le persone peggiori o migliori. Dunque, anche in piena emozione agonistica parlo con misura

7.(Condividere è una responsabilità)

Sono responsabile dei contenuti che condivido. Esalto la sapienza tecnica, la bellezza, l’armonia, le storie che rincuorano. Condanno il tifo cieco, cattivo e ostile

8.(Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare)

Nello sport non esistono nemici, ma solo avversari: li rispetto perché, senza di loro, non c’è gara. Rispetto regole, arbitri e giudici: sono i garanti della mia passione

9.(Gli insulti non sono argomenti)

Ricordo che lo sport è fair play: gioco leale. L’agonismo è confronto positivo, mentre l’insulto è debole, vigliacco, incivile. Aggredire è il contrario di competere

10. (Anche il silenzio comunica)

Il silenzio vince: è concentrazione e autocontrollo. Evito le parole vuote e inutili. Quelle violente non mi servono: so dimostrare la mia forza e il mio valore coi fatti 

Sono convinto che questo sia un approccio di assoluto livello per il mondo della pesca e per tutte le sfide che ci presenta la vita. Per questo ho cambiato il tono della rubrica di questo mese. Mi auguro solo che venga preso in considerazione affinché ogni gara risulti avvincente e non perda lo spirito sportivo. 

Andrea De Nigris

Ingegnere energetico amante del mare con la forte passione per la pesca e la sostenibilità. Incomincia a pescare all'età di 5 anni sulle coste nel nord Salento. Prima canna fissa, poi pesca subacquea e dopo la maggior età pratica la pesca a fondo, lo spinning e la pesca dalla scogliera. Il 12 marzo 2015 fonda la pagina Facebook "La pesca in mare". Nel 2016 fa partire la serie di eventi "A pesca di immondizia Italia".