5 buoni motivi per praticare le tecniche ultralight

Comincerò questo articolo cercando di darvi una breve definizione di ultralight (UL) nel mondo delle tecniche artificiali, perché ormai tra nomi e nomignoli si fa sempre una gran confusione.

Per pesca ultralight nel mondo delle tecniche artificiali si intende una branca dello spinning (a tratti anche della PAM) dove l’attrezzatura è tutta dimensionata per l’utilizzo di esche piccolissime, diciamo da 5 grammi in giù. Da qui si capisce l’importanza di utilizzare attrezzature specifiche, adatte a proiettare le nostre piccole esche alla distanza voluta e mantenerle correttamente in pesca, imprimendo i movimenti corretti. Le influenze giapponesi in queste pesche sono fortissime, infatti molte di queste sono nate proprio in Giappone….ma basta coi nomi ora! Adesso che ci siamo chiariti un’attimo le idee, proseguiamo!

Voglio elencare 5 motivi per cui ritengo che valga davvero la pena di avvicinarsi al mondo delle tecniche ultraleggere.

  • Divertimento: inutile dirlo, incannare pesci con attrezzature al limite della sensibilità e della leggerezza è uno spettacolo. Anche pesci di dimensioni ridotte ci faranno divertire oltremodo. Nel caso di pesci di taglia starà a noi gestire bene il combattimento e portare il pesce nel guadino.
  • Sensibilità: non c’è nessun’altra tecnica in grado di portarvi ad avere la sensibilità che vi porterà ad avere l’approccio UL. Solo con l’attrezzatura ultraleggera e ultrasensibile si può capire più approfonditamente come mangiano certi pesci, come lottano e come si comportano nel loro ambiente naturale.
  • Tempistiche: l’ultralight è anche una tecnica al passo coi tempi perché mi chiederete? Beh semplicissimo, oggigiorno abbiamo tutti poco tempo libero. Il bello del light è che ci basterà portarci una cannetta e due scatoline con le esche nel bagagliaio ed in un nano secondo staremo già pescando, non male vero?
  • Zone inusuali: nessun approccio come quello UL mi ha insegnato che dove c’è acqua c’è vita. Con questa tecnica riusciremo ad esplorare e stare ore in posti che prima snobbavamo, ma che sicuramente riservano grandi sorprese! Non date per scontato nessun luogo, neanche un mini anfratto!
  • Esportazioni su altre tecniche: quest’ultimo punto riassume tutti i precedenti e vuole invitarvi a esportare su altre tecniche ciò che ci insegna l’UL. Personalmente ho sempre pensato che bisogna farsi contaminate da più tecniche possibili, perché ognuna ci aiuta a migliorarci anche nelle altre. Ciò che ho imparato pescando con approcci ultralight mi è stato fondamentale anche in diverse gare, sia da terra che da barca.

Sperando di avervi convinto a provare queste tecniche, vi do appuntamento al prossimo articolo, ogni mercoledì su lapescainmare.org!

Fabio Bottero

Pescatore sportivo e ricreativo, classe '99. Nato a Venezia, sono cresciuto alieuticamente sul mare ligure di Ponente. Ho iniziato a pescare fin da piccolo con la lenza a mano, un guadino e poco più. Non ho una tecnica preferita perché adoro praticarle tutte o quasi. Che sia spinning ai predatori, bolentino, surf casting  o traina, trovo in ognuna di esse una caratteristica affascinante. Sono un agonista ormai da diversi anni grazie al Tuna Club RDF. In questi anni  sto studiando biologia per fortificare e completare la mia conoscenza del mare e della pesca.