Il fenomeno della pesca fantasma: continua il recupero delle reti da pesca

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Una gran quantità di reti fantasma è stata recuperata a largo di Miramare e Grado grazie a sei sommozzatori del Corpo della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto, ospitati dalla Capitaneria di Porto di Trieste.

Si tratta di reti da pesca molto resistenti che fungono ancora da trappola per molti pesci ed esseri marini.

Il capitano della corvetta Gianni Dessì ha previsto il recupero di reti lunghe da uno a due chilometri, più o meno datate, ma comunque nocive e mortali per gli animali che vi rimangono impigliati.

Di seguito un video di un vecchio video di recupero della campagna.

Il sito GreenMe.it riporta i risultati della campagna condotta: 6 tonnellate di plastica, pari a quantitativo di duecentomila bottiglie fino a settembre.

Purtroppo queste reti, seppur abbandonate, pescano passivamente i pesci e gli altri esseri viventi marini che inevitabilmente muoiono. Questo fenomeno viene chiamato “Ghost Fishing“, in italiano “pesca fantasma” e sembra essere una delle forme più aggressive di depauperamento delle risorse ittiche marine.

Per queste ragioni questa campagna promossa da Plastic Free verrà portata avanti con particolare interesse, l’obiettivo è molto ambizioso e importante: togliere dal mare queste trappole così impattanti sulla vita marina!

Foto da Lifegate.it