Grindadráp alle Isole Faroe: una mattanza da 300 vittime

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Presso le isole Faroe danesi in questi giorni è ripartita la Grindadrap, la tradizionale caccia a balene e delfini. Purtroppo neanche il Coronavirus è riuscito a bloccare questa tragica usanza che a tutti gli effetti può essere chiamata “mattanza” dopo uno stop obbligato per alcuni mesi.

Quest’anno si parla di numeri ancora una volta molto importanti, ben 300 esemplari di cetacei: 252 balene pilota a pinne lunghe e 35 lagenorinchi acuti (delfini bianchi dell’Atlantico) e due  odontoceti (delfini con i denti).

La pratica è davvero crudele: prevede che gli animali vengano avvistati al largo e una vola localizzati, vengano impauriti e sospinti verso la costa; giunti a riva, saranno uccisi.

Paul Watson, fondatore e presidente della ONG ambientalista Sea Shepherd, si occupa della difesa e del mantenimento degli animali marini e punta il dito contro questa mattanza, definendola come “una strage dettata da un gusto per l’omicidio”.

Anni fa questa tradizione poteva essere giustificata perché era sinonimo di sostentamento per le popolazioni locali. Di questi animali veniva consumato tutto: la carne come cibo, il grasso per la trasformazione dell’olio e la pelle per realizzare corde e funi.

Oggi giorno un tale atto non è più giustificabile. Non solo perché non ci sono più le necessità di una volta ma perché i numeri degli scorsi anni non sono molto differenti da quelli attuali. Per questi popoli è rimasta più che altro la valenza culturale. Infatti questa pratica crea un senso patriottico nella popolazione maschile. Questo perché le donne non sono parte attiva alla Grindadrap ma comunque sono consenzienti.

Negli anni la lotta condotta dalle ONG ambientaliste e la rispettiva visibilità hanno avuto l’effetto paradossale di rinforzare la coesione degli abitanti per i quali l’atto di bloccare la Grindagrap è considerato un’ingerenza dell’imperialismo culturale. Negli anni, forse causa anche la mancata necessità, è diminuito  il numero di uccisioni ma comunque l’ordine di grandezza è importante e oggi tutto ciò non è più giustificato.

Fonte: metro.co.uk

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