Intervista al campione d’apnea Luigi Puretti

Oggi intervisterò il due volte Campione Italiano di pesca in apnea, Luigi Puretti, 34 anni, che ad oggi vive in provincia di Lecce. E’ ambasciatore per il team Omer Sporasub ed è iscritto al BEST Team ovvero il Barracuda equipe sub Taranto. Luigi ormai sanno tutti chi è e cosa ha fatto: i suoi successi parlano per lui. Quindi ho pensato di intervistarlo per capire chi è e come è arrivato a questa serie di vittorie.

Ciao Luigi, benvenuto sul sito lapescainmare.org. Partiamo subito, partiamo da tanti anni fa, dall’incipit: a che età hai incominciato a pescare? Con quale tecnica? Grazie Andrea, sicuramente sono stato sempre attratto e affascinato dalla possibilità di poter catturare un pesce. Ho iniziato a pochissimi anni d’età a inseguire granchi e bavose con un retino,poi con una cannetta autocostruita andavo a caccia di piccoli cefali e salpe ma la vera svolta c’è stata quando ho indossato la maschera e ho scoperto il mondo sottomarino. Da quel momento sono rimasto completamente stregato e non ho più smesso, anzi la mia curiosità e fame di scoperta è aumentata di anno in anno.

Successivamente sei cresciuto e cosa è successo? Il bello della pesca è che non si smette mai di imparare e conoscere,a qualsiasi età e a qualsiasi livello. Esiste sempre uno step successivo. La mia è stata una crescita continua e ancora adesso ogni anno faccio qualcosa di diverso rispetto a quello precedente. L’errore più grande è quello di pensare di essere arrivati. Ho iniziato a pescare in nuove zone, a fare nuove esperienze e in questo l’agonismo ha giocato un ruolo fondamentale.

La vittoria di due campionati italiani è qualcosa di meraviglioso: vincerne uno ti fa compiere un salto importante, vincerne due ti afferma tra i migliori. Qual è stata la vittoria più bella? Perché? Hai avuto emozioni differenti nel post vittoria di queste manifestazioni? Come hai detto vincere due Assoluti è qualcosa di meraviglioso, che lascia il segno. Basti pensare che sono l’unico agonista in attività ad averne vinti due.Sono state due vittorie completamente differenti. A Castelsardo è stata una prova schiacciante con un emozionante diluita nel tempo. A Marsala sapevo di aver compiuto un’ottima prova ma ritrovarmi di colpo sul gradino più alto del podio è stata un emozione fulminante. Non stavo capendo nulla e sono scoppiato a piangere nonostante non sia un tipo molto emotivo. Sono state due gare incredibili, forse le più belle degli ultimi anni sotto il profilo tecnico e se proprio dovessi scegliere, la più bella è stata l’ultima in Sicilia.

Nella vittoria di un campionato o in generale di una gara quanto conta la tecnica e quanto la preparazione mentale? La tecnica conta fino ad un certo punto; secondo me è molto più importante l approccio mentale e le scelte fatte in modo oculato. Ad esempio è molto meglio pescare “male” ma nei posti giusti che pescare “bene” ma nel deserto.

Negli ultimi mesi ho notato che hai seguito un corso per migliorare l’apnea (se ha un nome specifico dimmelo). Ha portato in te miglioramenti? Sotto quali punti di vista? Ti senti un pescatore nuovo? Nell’ultimo periodo sono stato seguito dagli istruttori di Moving Limits con i quali ho intrapreso un percorso per migliorare alcuni particolari sulla compensazione. Devo dire che in pochissimo tempo ho ottenuto risultati sorprendenti soprattutto grazie alla loro capacità di adattare il loro metodo di insegnamento alle problematiche individuali. Sono riuscito a eliminare qualche piccolo errore che mi portavo dietro da anni e a ottimizzare la compensazione anche a grandi profondità. Tra pescatori c’è grande ignoranza in materia e consiglio veramente a tutti di approfondire l’argomento affidandosi a istruttori esperti.

Qual è il momento di pesca più bizzarro/curioso dove ti sei trovato? Mi diverte molto pescare in compagnia,magari acconto al mio compagno di pesca simulando una competizione ma naturalmente in modo goliardico.

Luigi Puretti in quale momento della giornata preferisce pescare? Cosa fai prima di una normale pescata? Il calasole è sicuramente il momento della giornata che amo di più per pescare. Prima di questo momento la cosa che preferisco fare è…pescare 😆 solitamente quando esco in mare dedico tutta la giornata alla pesca.

Qual è per te la preda più difficile da catturare? Perché? Qualsiasi tipo di pesce può diventare facilissimo o trasformarsi in una preda imprendibile. Dipende tutto dalla situazione, dal momento. Credo che una grande abilità di un pescatore sia quella di trovare i pesci più facili invece che intestardirsi inseguendo pesci che non danno possibilità di cattura in quel momento.

Ad un giovane che si sta avvicinando alla pesca in apnea, cosa consiglieresti? Il consiglio principale che do ad un giovane è quello di non avere fretta. La pesca in apnea è una pratica che richiede tempo, anni per essere perfezionata. Il tutto e subito non esiste, anzi può diventare molto pericoloso. Io ho pescato per anni inseguendo e sognando la cattura di salpe, cefali e saraghi nel sottocosta ed è stata la mia palestra: mi ha permesso di mettere della basi solide per quello che sono diventato ora.

Quali sono gli obiettivi per il futuro? Cosa pensi che manchi ancora nel tuo palmares? Il mio obiettivo è quello di migliorarmi sempre sia sull’aspetto fisico che mentale e soprattutto sulla conoscenza di ciò che succede in acqua. Il mio obiettivo è quello di poter vincere ancora in Italia e confrontarmi al più presto in campo internazionale

Grazie Luigi e naturalmente io, come tutto il team La pesca in mare, farà il tifo per te!

Andrea De Nigris

Ingegnere energetico amante del mare con la forte passione per la pesca e la sostenibilità. Incomincia a pescare all'età di 5 anni sulle coste nel nord Salento. Prima canna fissa, poi pesca subacquea e dopo la maggior età pratica la pesca a fondo, lo spinning e la pesca dalla scogliera. Il 12 marzo 2015 fonda la pagina Facebook "La pesca in mare". Nel 2016 fa partire la serie di eventi "A pesca di immondizia Italia".

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