Natale e Feste, pesca sportiva vietata o limitata. Ma chi ci perde di più sono i negozianti

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Chi legge il nostro blog lapescainmare.org ormai è a conoscenza di quello che sta succedendo in questi giorni natalizi (chiunque abbia dei dubbi legga qui). Nei giorni cosiddetti rossi, la pesca sportiva è vietata. Durante i giorni definiti arancioni, può andare a pescare chi ha lo spot nel proprio Comune. Nel DL Natale c’è una piccola eccezione per gli abitanti dei Comuni sotto i 5.000 abitanti i quali possono muoversi per 30 chilometri senza raggiungere il proprio capoluogo.

Per queste decisioni in tanti pescatori sono rimasti molto amareggiati. Io in primis poiché durante le vacanze sono sempre un po’ più libero.

Ma in questi giorni, però, c’è chi sta perdendo più di tutti. Perché noi pescatori sportivi facciamo questo sacrificio per il bene e la salute di tutti. Ma i negozianti non solo non posso andare a pescare ma stanno perdendo delle entrate. Limitando o vietando la pesca, gli affari sono crollati e per loro non è previsto nessun tipo di ristoro. Come si suole dire, “cornuti e mazziati”.

In realtà, a dirla tutta, per la natura solitaria del pescatore è molto difficile vedere assembramenti nella pesca. Ma è inutile ripetere tutti questi discorsi già sottolineati più volte da un mese a questa parte.

Nelle ultime settimane ho notato che gli stessi negozianti hanno denunciato il proprio malessere ai giornali locali. Tra questi ho scelto un articolo de “La Rampa” dove un negoziante in provincia di Salerno spiega la situazione. Ecco il link:

LINK per articolo del giornale LA RAMPA

Che dire? Provo solo un grande dispiacere per chi come noi non può andare a pescare ma soprattutto per chi investe i soldi di tasca propria, fa parte del tessuto economico sociale più debole e non è ascoltato dal Governo. Ma le tasse bisogna pagarle puntuali.