Nuovo DPCM del 14 gennaio: si può pescare?

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Dopo la firma del nuovo DPCM del 14 gennaio, valido da domenica 17 a venerdì 5 marzo, la domanda è sempre la stessa: “si può pescare?“.

Il concetto è rimasto simile al DPCM del 3 novembre:

  • zona rossa: pesca vietata
  • zona arancione: pesca permessa tra le h. 5 e le h. 22 nel solo Comune
  • zona gialla: pesca permessa nella sola propria Regione tra le h. 5 e le h. 22

Attualmente le Regioni presentano il seguente colore (nelle prossime settimane potrebbe cambiare, guardate il sito governo.it per aggiornamenti):

—–> Regioni rosse: Lombardia, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano

—–> Regioni gialle: provincia autonoma di Trento, Toscana, Sardegna, Molise, Campania e Basilicata

—–> Regioni arancioni: le restanti Regioni

Ma perché in queste settimane vediamo tanti amatori correre o andare in bici e la pesca sportiva e ricreativa è bloccata o limitata?

Non è semplice dirlo. Secondo alcuni esperti e, probabilmente secondo il pensiero del Governo e Prefetti, la pesca sportiva e ricreativa non è da ritenersi uno sport. La differenza tra noi e la corsa (per fare un esempio) è alla base: catch and release o no, la pesca sportiva e ricreativa è fondata sul prelievo di un bene comune, il pesce. E’ per questo che da anni la nostra categoria è legata al Ministero delle Politiche Agricole e non a quello dello Sport.

Ma oggi tanti pescatori considerano la pesca non professionale uno sport a seguito di due eventi importanti:

  • la presa di posizione del Ministero dello Sport con il DPCM di novembre le cui FAQ erano in contrapposizione con quelle successivamente pubblicate sul sito governo.it
  • la riapertura della pesca sportiva e ricreativa a maggio, spesso inserita tra gli sport da tanti Governatori di Regioni nelle proprie Ordinanze

Onestamente il primo punto è veramente inspiegabile, probabilmente segno di una grave mancanza di comunicazione all’interno del Governo. Per il secondo, la “gentile” concessione è legata alla riapertura ovvero un momento dove le limitazioni stavano diventando sempre più lasche e ci si poteva permettere di chiudere un occhio.

C’è da dire che nelle FAQ sul sito governo.it, quella relativa alla pesca sportiva e ricreativa è sotto l’indice “attività sportiva o motoria“.

Ma tutto ciò è causa di grande confusione. E tutta questa confusione è stata causa di molte multe a novembre. Sebbene alcuni pescatori rischino o abbiano rischiato una multa per andare a pescare, altri minimizzano: a loro dire la FAQ non è il DPCM ma ricordo loro che si tratta della sua interpretazione!

Ma come procedere in caso di multa?

Innanzitutto si riceve una multa se si va a pescare in zona rossa o fuori dal Comune in zona arancione. La multa ammonta a 400 euro (280 euro se pagata entro 15 giorni). Poi si può fare ricorso al Prefetto il quale dovrà rispondere entro 30 giorni dalla presentazione. Il rigetto porterà a raddoppiare la multa (800 euro). A questo punto la decisione potrà essere impugnata davanti ad un Giudice di Pace. In caso di esito negativo anche in questo step la multa potrà aumentare rispetto agli 800 euro.

Per quanto detto qui sopra, vale la pena rischiare così tanto per una pescata? A ognuno la propria sentenza. Anche perché la Prefettura incarica le Forze dell’Ordine per i controlli. E secondo voi la stessa Prefettura dopo poche settimane dovrebbe andare contro un’ordine da lei stesso emanato? A sua volta arrivato dal Ministero dell’Interno ovvero il proprio superiore? Credo proprio di no. Secondo me qualche speranza in più si dovrebbe riporre nel Giudice di Pace ma onestamente non so quante possano essere.

E cosa prevede il futuro per la pesca sportiva e ricreativa?

Nei giorni scorsi il Ministro dello Sport, Spadafora, (anche qui: perché Spadafora e non la Bellanova o chi per essa?) era l’unico incline ad ascoltare il pensiero della pesca sportiva e ricreativa e, in effetti, ciò si può dire fin dall’inizio, quando è stato pubblicato il DPCM del 3 novembre.

Purtroppo il DPCM del 14 gennaio conferma le vecchie limitazioni, per questo il Ministro ha commentato il nuovo DPCM. Riporto parte delle dichiarazioni dal sito sportando.basketball. L’intera intervista la potete trovare cliccando qui.

Le parole di Spadafora al giornale

I mesi passano ma la confusione regna sovrana. La pesca sportiva e ricreativa non è presa in considerazione se non dal solo Ministro dello Sport, Spadafora. A questo punto c’è da aspettarsi che questo rigore sarà da rispettare finché la pandemia non sarà migliorata nettamente, un po’ come è successo il 4 maggio 2020.

Fonti: sito comune Trigolo per sanzioni e sito governo.it per gli altri aggiornamenti.