Nodi da pesca: i 3 motivi per scegliere i migliori

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Molto spesso si parla di nodi da pesca e ci si chiede come realizzarli e se non sia il caso di impararne di nuovi. Alcuni di questi sono la base di qualsiasi tecnica di pesca. Ma partiamo dall’inizio: come scegliere un nodo da pesca? Vi consiglio tre motivi:

  1. velocità e facilità di esecuzione in pesca;
  2. tenuta al nodo;
  3. funzionalità del nodo.

Il mio consiglio è cercare di imparare l’esecuzione del nodo con estrema precisione a casa. La velocità arriverà col tempo e con il numero di tentativi fatti. Una volta abili nell’esecuzione, sarà più semplice eseguire il nodo in pesca.

Quando scegliamo un nodo, puntiamo su velocità e facilità di esecuzione, soprattutto se si è principianti. In pesca potremmo rifare il nodo per mille motivi e potrebbe non esserci tutto il tempo utilizzato a casa. Ricordo sempre che più le esche sono in acqua e più possibilità di pescare ci saranno. Senza contare altre mille incognite come le mani gelate, il vento impetuoso, la sabbia sul viso o il dondolio di una barca.

Quando si è più esperti capiremo che è molto importante la tenuta al nodo. Di cosa si tratta? Ogni filo utilizzato ha un carico di rottura. Quando si realizza un nodo da pesca è possibile che questo carico si abbassi proprio per la sua realizzazione. Ragione per cui sceglieremo un nodo che tiene il carico di rottura il più alto possibile. A mio parere un ottimo nodo da pesca non fa abbassare più del 5% il carico di rottura. Tanti arrivano fino al 10%, una soglia sicuramente accettabile in molti casi. Non voglio fare esempi precisi perché dietro a questi valori ci sono troppe variabili come l’esecuzione del nodo, il materiale e modello/marca del filo (e costo).

In ultimo, assolutamente non per importanza, dovremo imparare un nodo in base alla sua funzionalità. Ecco le principali categorie:

  1. nodi per ami, girelle, artificiali;
  2. nodi per congiungere due fili (diametro o materiali differenti);
  3. nodi per asole e cappi;
  4. nodi con scopi particolari.

Più del 90% dei nodi si trovano nelle prime tre categorie. La quarta è destinata per i pescatori più esperti.

Una volta scelto il nostro nodo, vi consiglio di realizzarlo a regola d’arte. Cosa significa?

  1. esecuzione senza errori;
  2. serraggio perfetto;
  3. taglio delle eccedenze puntuale.

Eseguire degli errori nella realizzazione significa snaturare il nodo. Non chiuderlo o serrarlo correttamente significa avere delle spire con tensione differente: potrebbero chiudersi con il peso di un piombo o in un lancio senza il nostro controllo. Tagliare troppo l’eccedenza di filo durante l’esecuzione significa avere più probabilità di apertura del nodo se i punti 1. e 2. non sono stati ben svolti. In caso contrario, il taglio abbondante potrebbe favorire garbugli o essere un intoppo per braccioli o alghe. Io taglio l’eccedenza a circa 3 millimetri dal nodo con una forbice adeguata al materiale reciso. Nello specifico utilizzo una forbice per i trecciati (la uso anche per nylon e fluorcarbon) e una pinza per il cavetto d’acciaio.

Pertanto, anziché conoscerne centinaia, consiglio di concentrarsi sempre su un’esecuzione perfetta di quei due o tre nodi per ciascuna delle categorie elencate precedentemente.

Nel prossimo articolo parlerò dei principali nodi da pesca per ami, girelle, artificiali: vi aspetteranno spiegazioni e video dell’esecuzione (clicca qui per leggerlo).

Asso Camouflage